Il beneficio economico di un accesso diretto alla fisioterapia: una stima di milioni
In Svizzera, l’accesso alla fisioterapia nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie richiede attualmente una prescrizione medica. Questo modello prevede quindi, nella maggior parte dei casi, un passaggio attraverso il medico prima dell’inizio del percorso fisioterapico, con un potenziale aumento delle prestazioni sanitarie necessarie, dei tempi di accesso alle cure e dei relativi costi.
Diversi Paesi hanno introdotto modelli di accesso diretto alla fisioterapia, soprattutto in ambito muscolo-scheletrico, nei quali il fisioterapista può rappresentare il primo punto di contatto per il paziente. Le evidenze internazionali suggeriscono che questi modelli possano favorire una presa in carico più tempestiva e un utilizzo più efficiente delle risorse sanitarie, mantenendo standard di qualità e sicurezza comparabili ai tradizionali percorsi di accesso alle cure.
Partendo da queste evidenze, uno studio dell’Università di Lucerna, commissionato da Physioswiss, ha valutato il potenziale impatto economico dell’introduzione dell’accesso diretto alla fisioterapia nel sistema sanitario svizzero. Alla ricerca ha contribuito Roberto Monfermoso, fisioterapista specializzato in riabilitazione ortopedica e sportiva e ricercatore del Centro di Ricerca DIMUSCHEL, Centro specializzato nella prevenzione e cura dei disturbi muscolo-scheletrici dell’Istituto Ludes di Lugano.
Lo studio ha analizzato evidenze provenienti dalla letteratura scientifica internazionale sui modelli di accesso diretto e, attraverso lo sviluppo di un modello economico adattato al contesto svizzero, ne ha stimato le possibili conseguenze sull’utilizzo delle risorse e sui costi sanitari. L’analisi si è concentrata in particolare sui disturbi della schiena e del ginocchio, tra le condizioni
I risultati
Il modello considera sia i costi diretti, legati all’utilizzo delle risorse sanitarie, sia i costi indiretti, come assenze dal lavoro e perdita di produttività.
Ipotizzando che il 25% dei pazienti acceda direttamente alla fisioterapia, per i disturbi della schiena il modello stima un potenziale risparmio di circa 144–156 milioni di franchi all’anno nei costi diretti, oltre a una possibile riduzione dei costi indiretti nell’ordine di circa 1 miliardo di franchi annui.
Per i disturbi del ginocchio, nello stesso scenario, il potenziale risparmio nei costi diretti è stimato in circa 18–19 milioni di franchi all’anno.
Questi risultati rappresentano stime ottenute attraverso una modellizzazione economica e non risparmi già osservati nel sistema sanitario svizzero. La loro entità dipende quindi dalla trasferibilità al contesto nazionale dei risultati riscontrati negli studi internazionali.
Conclusioni
Lo studio suggerisce che l’accesso diretto alla fisioterapia potrebbe rappresentare una possibile strategia per rendere più efficiente il percorso di cura e ridurre l’impatto economico dei disturbi muscolo-scheletrici sul sistema sanitario svizzero. Una presa in carico fisioterapica più tempestiva potrebbe infatti contribuire a ottimizzare l’utilizzo delle risorse sanitarie e favorire una gestione conservativa precoce del paziente.
Gli autori sottolineano tuttavia la necessità di verificare queste stime attraverso progetti pilota in Svizzera, raccogliendo dati locali su costi, utilizzo delle risorse, sicurezza e risultati clinici.
Lo studio contribuisce così al dibattito sul futuro dell’accesso alla fisioterapia e sul ruolo crescente che fisioterapia e riabilitazione possono assumere nella sostenibilità del sistema sanitario svizzero.


