Viaggiare per lavoro: le ricadute sulla carriera sportiva

Viaggiare per lavoro: le ricadute sulla carriera sportiva

La necessità di viaggiare è componente intrinseca di una carriera sportiva: tuttavia i viaggi, in particolare se di lunga durata (più di 6 ore), hanno degli impatti non indifferenti. Gli autori Fabumni, Audrey Jansen van Rensburg, Vitale, responsabile del centro di ricerca DIMUSCHEL dell’Istituto Universitario Professionale* Ludes e Professore Associato in scienze motorie dell’Università eCampus, Stevens, Lenting e Dina C. Christa Janse van Rensburg sintetizzano i risultati degli studi effettuati su atleti di sesso, nazionalità e praticanti sport differenti, focalizzandosi sulle ripercussioni che i viaggi trans-meridiani hanno sulla quantità e qualità del sonno e sulle prestazioni cognitive e fisiche, considerando gli effetti di jet lag e stanchezza da viaggio, due condizioni distinte seppur affini. Il jet lag si verifica quando il viaggio altera l’orologio biologico che regola il ritmo circadiano, causando stanchezza fisica e cognitiva: le ricerche asseriscono che i viaggi verso ovest e, soprattutto, est provocano sintomi non indifferenti del jet lag, mentre quelli verso nord e sud, anche se lunghi, non sono altrettanto impattanti. La stanchezza da viaggio, invece, comporta uno stato temporaneo di forte spossatezza fisica e psichica dovuta a viaggi prolungati e a particolari modalità di spostamento.

Viaggi trans-meridiani e sonno.

Gli studi mostrano che, generalmente, gli sportivi tendono a dormire meno e peggio. È possibile individuare come viaggi prolungati influiscano, quantitativamente e qualitativamente, sul sonno, attraverso l’actigrafia, un esame che monitora il ciclo sonno-veglia.

Per quanto concerne l’aspetto quantitativo, gli studi presi in considerazione valutano gli impatti del viaggio su due parametri caratterizzanti il dormire: il TST (Total Sleep Time), la durata effettiva del sonno, e il TIB (Time in Bed), ovvero il tempo totale passato a letto. Si riscontra che, pur essendo entrambi negativamente influenzati dal jet lag, il TST lo è a prescindere dalla direzione verso cui si viaggia e dalla disciplina sportiva praticata (ad esempio, 19% di riduzione di TST per 37 giocatori di rugby maschi che viaggiano verso ovest, così come un decremento del 5% per calciatori, 21 maschi e 20 femmine, che viaggiano verso est). La direzione gioca, invece, un ruolo significativo per il secondo parametro, fortemente impattato dai viaggi verso est: ad esempio, una riduzione del 36% per 7 ciclisti, 3 uomini e 4 donne. Oltre al genere (le fasi ormonali femminili comportano l’utilizzo di farmaci che possono interferire con la dimensione quantitativa del sonno), è la lunghezza del volo, più che il disallineamento di fuso orario, a incidere negativamente su questo parametro.

Per valutare la qualità del sonno, gli studi usano parametri quali SE, l’efficienza del sonno, SOL, la latenza di addormentamento (ovvero il tempo che intercorre da quando ci si corica all’inizio effettivo del sonno), e WASO, la veglia dopo l’inizio del sonno (ovvero quante volte ci si sveglia dopo essersi addormentati). Nonostante sia innegabile che questi parametri risentano delle conseguenze derivanti da lunghi spostamenti, è difficile riscontrare unanimità nei risultati delle ricerche: se, infatti, in alcuni casi WASO E SOL sembrano risentire minimamente o affatto del viaggio, rimane il fatto che il jet lag è un fattore potenzialmente compromettente e non trascurabile nei suoi effetti sulla qualità del sonno, soprattutto per le rotte verso est. E qualità e quantità del sonno sono determinanti per la performance sportiva.

Performance

Non è possibile stabilire con esattezza quanto i viaggi di lunga durata trans-meridiani influenzino l’aspetto mentale della performance sportiva, per motivi come strumenti di misurazione, modalità di impostazione degli studi e di valutazione dei risultati, tuttavia, le loro ripercussioni sono indubbie. Gli studi, focalizzandosi su parametri quali la soglia di attenzione e prontezza dei riflessi, la disregolazione emotiva, lo stress e la fatica, dimostrano le conseguenze negative di jet lag e fatica da viaggio, a prescindere dal sesso degli sportivi e dalla disciplina praticata, dalla rotta del viaggio e nonostante concorrano anche altre variabili, quali l’esperienza e il cronotipo individuale.

E questo vale anche per la componente prettamente fisica, valutata attraverso parametri che analizzano la potenza esplosiva e la forza reattiva, la funzionalità cardiorespiratoria, la prestazione complessiva e il suo risultato. Se diversi studi mostrano un relativo impoverimento fisico e neuromuscolare in ambo i sessi, esito dei viaggi a lunga percorrenza, per i parametri che valutano la forza reattiva non ci sono abbastanza dati per ottenere un esito certo. Similmente, non sembrano esserci correlazioni negative tra la funzionalità cardiorespiratoria ed effetti di lunghi viaggi: solo ulteriori ricerche possono garantire risultati più precisi. Per quanto concerne la qualità delle prestazioni, vi sono risultati eterogenei, anche se unanimi nel valutare negativamente le conseguenze di jet lag e fatica: alcuni studi condotti sui giocatori di NBA, per esempio, mostrano, che, per alcune stagioni (2013-2014), le squadre spostatesi a est riportano risultati migliori rispetto a quelle spostatesi a ovest, ma, considerando più stagioni (ad esempio 2014-2018), si evidenzia un risultato opposto, avvallando l’ipotesi dei più fattori influenzanti.

 

Conclusioni e prospettive

Gli studi presi analizzati dimostrano che jet lag e stanchezza da viaggio sono dannosi per il sonno e la performance degli sportivi, in particolare le tratte con direzione est. Pertanto, gli autori auspicano che tali i risultati siano utilizzati per impostare strategie di viaggio che migliorino l’esperienza di sportivi e sportive. Inoltre, se molti fattori concorrono a influenzare la vita degli atleti, rendendo complicato isolare le cause maggiormente influenti, risulta dirimente condurre studi più specifici, in grado di evidenziare le singole problematiche ed, eventualmente, intervenirvi.

Martina Velli