Studio DIMUSCHEL, centro di ricerca dell’Isituto Ludes, sfata il tabù del sesso prima delle competizioni  

Studio DIMUSCHEL, centro di ricerca dell’Isituto Ludes, sfata il tabù del sesso prima delle competizioni  

Una nuova ricerca coordinata da Jacopo Vitale, responsabile del centro di ricerca DIMUSCHEL dell’Istituto Universitario Professionale* Ludes e Professore Associato in scienze motorie alla Università eCampus, suggerisce che l’attività sessuale la sera prima di una competizione non rappresenta un tabù per la performance e potrebbe, anzi, favorire il sonno.

Lo studio, pubblicato su International Journal of Sports Physiology and Performance, ha coinvolto 164 atleti competitivi italiani (18–40 anni, uomini e donne, discipline individuali e di squadra). I partecipanti hanno compilato un questionario su abitudini sessuali, qualità del sonno e percezione della prestazione sportiva.

I risultati principali

  • 77,8% degli atleti dichiara che l’attività sessuale influisce sul riposo notturno.

  • In presenza di orgasmo dopo un rapporto completo:

    • 67,7% riporta una migliore qualità del sonno

    • 58,4% si addormenta più rapidamente

  • Con masturbazione accompagnata da orgasmo:

    • 49,1% segnala una migliore qualità del sonno

    • 46,9% un addormentamento più rapido

  • In assenza di orgasmo, i benefici tendono a ridursi o scomparire.

  • Per quanto riguarda la performance del giorno successivo, la grande maggioranza non segnala controindicazioni: solo il 2% riferisce effetti negativi.

La spiegazione fisiologica

Secondo i ricercatori, i risultati sono coerenti con quanto osservato nella popolazione generale. L’orgasmo favorirebbe infatti il rilascio di ossitocina e prolattina, associate a rilassamento e riduzione dello stress, oltre a un calo temporaneo del cortisolo. Questo assetto neuroendocrino creerebbe condizioni favorevoli all’addormentamento e alla qualità del sonno.

Non emergono differenze significative tra uomini e donne nella percezione del beneficio (né tra sport individuali e di squadra). Tuttavia, varia la frequenza con cui viene riportato l’orgasmo, più alta negli uomini. Come sottolinea Vitale, la maggiore difficoltà femminile nel raggiungerlo merita ulteriori approfondimenti scientifici.

Prospettive future

Lo studio si inserisce in una linea di ricerca sul sonno avviata presso l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi. Il prossimo passo sarà una fase sperimentale con misurazioni oggettive, tra cui:

  • tamponi salivari per la valutazione di cortisolo, ossitocina e prolattina

  • monitoraggio del sonno tramite actigrafi

Questa fase è stata finora rallentata da questioni etiche, ma rappresenta un passaggio cruciale per consolidare le evidenze.

Il tema assume particolare rilevanza anche in vista di grandi eventi internazionali, come le Giochi Olimpici, dove l’ottimizzazione del recupero e del sonno può fare la differenza nella prestazione.

Conclusione
I dati suggeriscono che l’attività sessuale con orgasmo, alla vigilia di una gara, non compromette la performance e potrebbe anzi rappresentare un alleato naturale del sonno. Un risultato che contribuisce a superare un luogo comune ancora diffuso nel mondo sportivo, aprendo nuove prospettive di ricerca e applicazione pratica nell’ambito della preparazione atletica.